In crescita il numero degli adolescenti italiani che sceglie di imparare il cinese.

La scuola italiana si sta attrezzando per intraprendere una “scalata alla Grande Muraglia”. In base alle ultime rilevazioni effettuate dall’Osservatorio nazionale sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilita’ studentesca promosso dalla Fondazione Intercultura emerge che nel 2017 sono 279 gli istituti su tutto il territorio nazionale che hanno attivato l’insegnamento del cinese (l’8% del totale delle nostre scuole superiori), con il coinvolgimento di circa 17.500 studenti … Continua a leggere In crescita il numero degli adolescenti italiani che sceglie di imparare il cinese.

Nuovi modelli di sviluppo industriale UE: l’alleanza commerciale tre Germania, Cina e ‘Ndrangheta.

In Germania ogni settimana dalla metropoli di Chongqing arrivano 25 treni e con gli affari si accentua l ‘ interesse della mafia orientale.

Non c’è solo la ‘ndrangheta a Duisburg, regna ormani indisturbato anche il dragone cinese, con la quale ha stretto solide alleanze.
Berlino: Sono passati quasi undici anni da quando a Duisburg, davanti al ristorante italiano-Da Bruno, una faida interna alla ‘ndrangheta portò all’esecuzione di sei persone. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti della città che si affaccia sul Reno e dove si trova il più grande porto fluviale d’Europa, e dove attraccano ogni anno 20.000 navi.
Duisburg, soprattutto dopo la visita del 2014 del presidente cinese Xi Jinping, è diventata celebre nel Celeste Impero. E anche un importante polo ferroviario grazie ai 25 convogli settimanali che lacollegano direttamente con Chongqing, la metropoli da 30 milioni di abitanti. I treni fanno una sola tappa, a Mosca, e viaggiano per 12 giorni. Sono più costosi delle navi da carico, che però impiegano quasi un mese e mezzo per collegare la Cina alla Germania. I vagoni trasportano una sessantina di container alla volta con merci di ogni genere: dai giocattoli all’elettronica, fino ai prodotti tessili. Duisburg ha mezzo milione di abitanti e un tasso di disoccupazione del 12%, il triplo della media nazionale, ma si trova al centro del bacino della Ruhr, e, soprattutto, almeno per gli strateghi cinesi della logistica, nel vero cuore dell’Europa, come rivela una cartina geografica all’aeroporto di Shanghai.
La città tedesca è diventata la Chinatown della Germania, anche se conta appena un migliaio di residenti ufficiali. Ai quali si sommano quelli illegali e gli oltre duemila studenti che frequentano l’università. Nell’intero paese i cinesi censiti ufficialmente sono circa 140.000. Il polo intermodale è diventato il volano per rivitalizzare un centro penalizzato dalla crisi industriale e dalla delocalizzazione.
Il traffico con la Cina prospera e le autorità contano su affari sempre più importanti legati al porto, le cui attività occupano oltre 40.000 persone. Le imprese cinesi sono raddoppiate negli ultimi due anni ed hanno raggiunto il centinaio di unità, una cifra ancora modesta, ma con tendenza a crescere.

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Cresce la dissidenza in Germania rispetto alle politiche della Merkel – controinformazione.info

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Total abbandona l’Iran. La Francia cede il passo alla Cina.

Total si ritira dall`Iran: stop allo sviluppo di South Pars, cresce l`influenza della Cina nell`area.

GAS Total si ritira dall’Iran: stop allo sviluppo di South Pars II gruppo francese Total ha deciso di ritirarsi da un progetto in Iran per lo sviluppo del giacimento di South Pars (gas), dopo la reimposizione delle sanzioni Usa per il programma nucleare di Teheran.

Il socio cinese Cnpc sembra pronto a subentrare.

II ritiro di Total dall’Iran era nell’aria da settimane, adesso è ufficiale: messa sotto pressione dal ripristino delle sanzioni americane contro Teheran, la compagnia francese rinuncia a partecipare allo sviluppo di South Pars, il giacimento di gas più grande del mondo. La sua quota nella Fase 11 del progetto finirà quasi certamente in mano al socio cinese Cnpc, rafforzando ulteriormente il ruolo chiave di Pechino per la sopravvivenza economica della Repubblica islamica.

Bergoglio ha bloccato le indagini sulle accuse di abusi contro il cardinale che ha contribuito alla sua nomina al conclave.

24 settembre 2018 (LifeSiteNews) – Papa Francesco ha chiesto al cardinale Gerhard Müller nel 2013 di smettere di indagare sulle accuse di abusi contro il cardinale britannico Cormac Murphy-O’Connor, secondo una fonte vaticana di alto livello che ha parlato con Marco Tossati. Murphy-O’Connor, membro della “mafia di Sankt Gallen”, ha svolto un ruolo fondamentale nel far eleggere papa Jorge Bergoglio nel 2013. Una fonte dall’Inghilterra … Continua a leggere Bergoglio ha bloccato le indagini sulle accuse di abusi contro il cardinale che ha contribuito alla sua nomina al conclave.