Glifosato, tutti i prodotti sotto esame – Repubblica.it

Le analisi del Test-Salvagente, effettuate su una cinquantina di alimenti che mangiamo tutti i giorni, dimostrano la presenza di tracce del pesticida al centro di un dibattito scientifico e politico sulla sua tossicità.  LEGGI L’ARTICOLO — Leggi su http://www.repubblica.it/ambiente/2016/04/22/news/glifosato_la_mappa_del_rischio-138195238/ Continua a leggere Glifosato, tutti i prodotti sotto esame – Repubblica.it

Un’agenzia italiana di rating per far saltare il ricatto dello spread. Parla l’economista Galloni

Un’agenzia italiana di rating per far saltare il ricatto dello spread. Parla l’economista Galloni http://www.politicamentescorretto.info/2018/10/16/unagenzia-italiana-di-rating-per-far-saltare-il-ricatto-dello-spread-parla-leconomista-galloni/ — Leggi su http://www.politicamentescorretto.info/2018/10/16/unagenzia-italiana-di-rating-per-far-saltare-il-ricatto-dello-spread-parla-leconomista-galloni/ Continua a leggere Un’agenzia italiana di rating per far saltare il ricatto dello spread. Parla l’economista Galloni

La ratio di Soros e la logica contro Israele

Soros contro Israele e il mondo democratico Partiamo dall’idea di una società globale, un sogno fantascientifico in cui non esistono nazioni o popoli ma un unico mondo senza confini, senza radici, senza tradizioni, senza identità. A pensarci sarebbe la più triste delle realtà, non esisterebbero culture nazionali, nessun colore se quello grigio dei senza patria in una società aperta e senza regole, priva di desideri … Continua a leggere La ratio di Soros e la logica contro Israele

Un convegno sul panico finanziario a proposito della Grande Recessione ha innestato una serrata discussione di Ben Bernanke contro Paul Krugman in quella che è stata definita la “battaglia delle barbe”. Altri economisti hanno partecipato alla discussione sul forum di discussione della nuova Associazione economica americana. Ben Bernanke ha prodotto un documento sugli effetti reali del credito interrotto con le prove della crisi finanziaria globale … Continua a leggere

Nuovi modelli di sviluppo industriale UE: l’alleanza commerciale tre Germania, Cina e ‘Ndrangheta.

In Germania ogni settimana dalla metropoli di Chongqing arrivano 25 treni e con gli affari si accentua l ‘ interesse della mafia orientale.

Non c’è solo la ‘ndrangheta a Duisburg, regna ormani indisturbato anche il dragone cinese, con la quale ha stretto solide alleanze.
Berlino: Sono passati quasi undici anni da quando a Duisburg, davanti al ristorante italiano-Da Bruno, una faida interna alla ‘ndrangheta portò all’esecuzione di sei persone. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti della città che si affaccia sul Reno e dove si trova il più grande porto fluviale d’Europa, e dove attraccano ogni anno 20.000 navi.
Duisburg, soprattutto dopo la visita del 2014 del presidente cinese Xi Jinping, è diventata celebre nel Celeste Impero. E anche un importante polo ferroviario grazie ai 25 convogli settimanali che lacollegano direttamente con Chongqing, la metropoli da 30 milioni di abitanti. I treni fanno una sola tappa, a Mosca, e viaggiano per 12 giorni. Sono più costosi delle navi da carico, che però impiegano quasi un mese e mezzo per collegare la Cina alla Germania. I vagoni trasportano una sessantina di container alla volta con merci di ogni genere: dai giocattoli all’elettronica, fino ai prodotti tessili. Duisburg ha mezzo milione di abitanti e un tasso di disoccupazione del 12%, il triplo della media nazionale, ma si trova al centro del bacino della Ruhr, e, soprattutto, almeno per gli strateghi cinesi della logistica, nel vero cuore dell’Europa, come rivela una cartina geografica all’aeroporto di Shanghai.
La città tedesca è diventata la Chinatown della Germania, anche se conta appena un migliaio di residenti ufficiali. Ai quali si sommano quelli illegali e gli oltre duemila studenti che frequentano l’università. Nell’intero paese i cinesi censiti ufficialmente sono circa 140.000. Il polo intermodale è diventato il volano per rivitalizzare un centro penalizzato dalla crisi industriale e dalla delocalizzazione.
Il traffico con la Cina prospera e le autorità contano su affari sempre più importanti legati al porto, le cui attività occupano oltre 40.000 persone. Le imprese cinesi sono raddoppiate negli ultimi due anni ed hanno raggiunto il centinaio di unità, una cifra ancora modesta, ma con tendenza a crescere.

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