Lo Shin Bet accusa: “membri delle istituzioni israeliane al soldo dell’Iran”

Tra i membri del parlamento e di passati governi israeliani si sarebbero nascosti agenti sotto copertura stipendiati da Teheran.

L’esplosiva rivelazione è stata fatta agli inizi di gennaio dallo Shin Bet, il servizio di controspionaggio dello Stato ebraico, che ha fornito alla magistratura locale un dossier su importanti personalità pubbliche sospettate di spionaggio in favore dell’Iran. Il governo Netanyahu ha assicurato che nuove indagini saranno svolte sulla base di tale dossier e che le istituzioni israeliane saranno “ripulite” da politici e funzionari “collusi con la repubblica islamica”.

Dunque il tradimento di Gonen Segev, l’ex ministro dell’Energia e delle Infrastrutture arrestato nel maggio 2018, non sarebbe un caso isolato e altri clamorosi provvedimenti giudiziari potrebbero seguire a breve. Secondo quanto dichiarato dall’attuale ministro dell’Energia, Ayelet Shaked, Segev,avrebbe ammesso di aver avuto “contatti con funzionari di Teheran” e di aver trasmesso lo- ro informazioni riservate concernenti la “si- curezza energetica”, chiedendo di patteggia- re la pena per evitare l’accusa di “alto tradi- mento” e la conseguente condanna all’erga- stolo. La sentenza che chiuderà il processo in cui è imputato, attesa per l’11 febbraio, dovrebbe infliggergli una ben più mite, ovvero “11 anni di carcere”.

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