Arrestato ex militare USA a Mosca con l’accusa di spionaggio.

Chiuso nella sua stanza dell’albergo Metropol di Mosca, era entrato in possesso da pochi minuti di una chiavetta usb contenente una lista di agenti segreti russi e si apprestava a “compiere un atto di spionaggio”, quando gli agenti del Servizio di sicurezza federale (FSB) hanno fatto irruzione nel locale e lo hanno arrestato. L’uomo in questione è Paul Whelan, 48 anBni, di origini statunitensi ma titolare di quattro passaporti (americano, britannico, canadese e irlandese), direttore per la sicurezza internazionale del gruppo BorgWarner che produce componenti auto. Dal 1994 al 2008 aveva prestato servizio nei Marines, prima di essere congedato con disonore per furto e truffa.

Secondo la famiglia, alla data dell’arresto (28 dicembre) Whelan si trovava a Mosca per partecipare al matrimonio di un amico, ma le autorità locali la pensano diversamente: “è venuto in Russia per preparare una raccolta di informa- zioni in violazione delle leggi russe”, ha dichiarato a RIA Novosti Sergei Riabkov, il viceministro degli Affari esteri.

Secondo la ricostruzione fornita dall’agenzia di stampa russa Rosbalt, basata su una fonte d’intelligence, l’ex marine aveva iniziato dieci anni fa a registrarsi su siti e forum online frequentati da russi, scrivendo del proprio amore per il loro paese e del desiderio di impararne la lingua e visitare Mosca. Cosa che poi avrebbe fatto molte volte, destando l’attenzione del controspionaggio russo che avrebbe anche notato come l’uomo non andava mai a divertirsi (in particolare non si interessava alle donne), ma finiva sempre a parlare con gli amici di internet davanti a un bicchiere.

Secondo questa ricostruzione, Whelan cercava di capire se i suoi interlocutori potessero dargli accesso a informazioni utili per l’intelligence statunitense e, in caso positivo, di stabilire con loro un rapporto di massima fiducia, partecipando anche a feste di famiglia. Tuttavia, dagli Stati Uniti ipotizzano che l’arresto di Whelan possa essere un espediente del Cremlino per bilanciare quello, avvenuto negli USA lo scorso mese di luglio, della 28enne spia russa Maria Butina, accusata di aver tentato di infiltrarsi nella potente lobby della National Rifle Association (NRA) per entrare in contatto con politici repubblicani e con lo stesso presidente Trump. Secondo questa lettura, Mosca potrebbe offrire a Washington la liberazione di Whelan in cambio di quella di Butina, la quale, però, secondo quanto scritto dal New York Times a dicembre, avrebbe già accettato di dichiararsi colpevole di spionaggio e di collaborare con la giustizia statunitense in cambio di una detenzione breve seguita dall’espulsione in Russia. Piuttosto, è un fatto che il 29 dicembre, appena un giorno dopo l’arresto di Whelan, l’FBI abbia catturato nelle Isole Marianne settentrionali un cittadino russo di nome Dmitrij Makarenko con l’accusa di aver esportato articoli militari senza la licenza richiesta.

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