Nuovi modelli di sviluppo industriale UE: l’alleanza commerciale tre Germania, Cina e ‘Ndrangheta.

In Germania ogni settimana dalla metropoli di Chongqing arrivano 25 treni e con gli affari si accentua l ‘ interesse della mafia orientale.

Non c’è solo la ‘ndrangheta a Duisburg, regna ormani indisturbato anche il dragone cinese, con la quale ha stretto solide alleanze.
Berlino: Sono passati quasi undici anni da quando a Duisburg, davanti al ristorante italiano-Da Bruno, una faida interna alla ‘ndrangheta portò all’esecuzione di sei persone. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti della città che si affaccia sul Reno e dove si trova il più grande porto fluviale d’Europa, e dove attraccano ogni anno 20.000 navi.
Duisburg, soprattutto dopo la visita del 2014 del presidente cinese Xi Jinping, è diventata celebre nel Celeste Impero. E anche un importante polo ferroviario grazie ai 25 convogli settimanali che lacollegano direttamente con Chongqing, la metropoli da 30 milioni di abitanti. I treni fanno una sola tappa, a Mosca, e viaggiano per 12 giorni. Sono più costosi delle navi da carico, che però impiegano quasi un mese e mezzo per collegare la Cina alla Germania. I vagoni trasportano una sessantina di container alla volta con merci di ogni genere: dai giocattoli all’elettronica, fino ai prodotti tessili. Duisburg ha mezzo milione di abitanti e un tasso di disoccupazione del 12%, il triplo della media nazionale, ma si trova al centro del bacino della Ruhr, e, soprattutto, almeno per gli strateghi cinesi della logistica, nel vero cuore dell’Europa, come rivela una cartina geografica all’aeroporto di Shanghai.
La città tedesca è diventata la Chinatown della Germania, anche se conta appena un migliaio di residenti ufficiali. Ai quali si sommano quelli illegali e gli oltre duemila studenti che frequentano l’università. Nell’intero paese i cinesi censiti ufficialmente sono circa 140.000. Il polo intermodale è diventato il volano per rivitalizzare un centro penalizzato dalla crisi industriale e dalla delocalizzazione.
Il traffico con la Cina prospera e le autorità contano su affari sempre più importanti legati al porto, le cui attività occupano oltre 40.000 persone. Le imprese cinesi sono raddoppiate negli ultimi due anni ed hanno raggiunto il centinaio di unità, una cifra ancora modesta, ma con tendenza a crescere.

duysburg
La criminalità organizzata non è un tema del quale si parla ne spesso ne volentieri in Germania. Tanto meno a Duisburg, dove è stato fatto di tutto per dimenticare la strage di ferragosto del 2007. Le Triadi sembrano sconosciute: la mafia del Dragone si muove in modo accorto. Almeno secondo la Polizia criminale di Monaco, citata in un documento del 2008. Il 95% dei ristoranti cinesi della città pagherebbe il pizzo e appena 1’1% dei crimini verrebbe scoperto. E non necessariamente in Germania: un gestore che aveva denunciato il racket è stato ritrovato a Hong Kong. Morto.
Non si esclude, quindi, che anche l’attuale fermo del direttore dell’Interpol a Pechino possa essere collegato ad attività in corso, relative ad episodi del genere. Il sistema industriale cinese dell’export si basa su alleanze locali ed accordi con organizzazioni politiche e criminali. Non a caso in Italia domina il modello “Prato“.
La polizia ha notato ristoranti vuoti, ma titolari ricchi: in aumento anche il giro di “massaggiatrici”. Dieci anni fa l’avvento delle triadi veniva ipotizzato in Germania come una “bomba a orologeria” dopo gli insediamenti in altre nazioni europee (Regno Unito, Francia, Paesi Bassi) delle bande con quartier generale a Hong Kong e Macao. Una serie di ristoranti cinesi sono stati aperti in Germania negli anni ’90. La polizia rileva come diversi esercizi avessero pochi clienti, ma proprietari molto facoltosi. Ci sono poi i numeri: 12% tasso di disoccupazione a Duisburg, il triplo della media nazionale 40.000 Persone sono impiegate grazie al traffico commerciale con la Cina 300 Euro al giorno la paga promessa alle ragazze cinesi avviate alla prostituzione ed al giro delle “massaggiatrici”, una operazione si è svolta anche a Duisburg.
Tra le accuse, agli indagati è stata contestata anche l’evasione fiscale per diversi milioni. In Cina le donne venivano adescate con inserzioni sui giornali che promettevano 300 euro di guadagno al giorno: “Era solo per attirare l’attenzione” ha ammesso durante il processo uno degli imputati.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...