Il caso Skripal passa per Roma, attraversando le stanze in cui si lavora per scongiurare le candidature non gradite ai “fratelli”.

L’errore commesso da Londra e la fuga di Apollo da Roma.

L’intelligence inglese di nuova generazione ormai opera in chiave moderna, tralasciando il rispetto delle vecchie regole e dei tradizionali protocolli che da sempre contraddistinguono il mondo diplomatico.

La riattivazione di Skripal da parte dell’MI6 ha giustamente esortato il Cremlino a sua volta ad attivarsi per rammentare a Londra che sia i protocolli informali che la buona vecchia cortesia diplomatica vanno sempre e comunque rispettati, specialmente a seguito di un accordo raggiunto per lo scambio di agenti.

Skripal, infatti, come confermato dall’intelligence spagnola, non era classificato come ex spia, bensì come agente operativo utilizzato da Londra in qualità di informatore per stanare le cellule della mafia russa operative in Londra.

Dunque le identità dei due sicari con il Novichok nascosto nelle boccette di profumo le conoscevano in pochissimi, tra questi un agente del GRU, nome in codice “Apollo”,  in servizio a Roma, città quest’ultima nota per essere sottoposta al radicale controllo del territorio e monitoraggio delle istituzioni da parte di Londra, forse anche per la vicinanza con il Vaticano.

Proprio la città santa di Bergoglio è scherzosamente chiamata dagli addetti ai lavori “Nuova Londra” per il pullulare di bellocci inglesi che esercitano l’honey trap oltre le mura vaticane, pilotando nomine e mettendo fuori gioco alti prelati “non graditi” al governo della Regina.

L’agente dell’MI6, operativo a Roma conosciuto come un mercante d’arte ed assiduo frequentatore delle gallerie, si muoveva nelle serate Romane tra il Canova Tadolini e l’Hotel De Russie. Apollo invece era stato assegnato a Roma al fine di ottenere informazioni classificate Nato del Ministero della Difesa italiano quando Roberta Pinotti era in carica.

Apollo è sempre stato corteggiato dalle alte sfere dello SMD e di alcune Agenzie, sia perché in possesso di un imponente patrimonio di “conoscenza” che velatamente era solito ostentare, sia per i legami con le emergenti correnti politiche europee che rappresenterebbero il salvagente della vecchia guardia, sempre più impegnata nell’operazione di riciclo e riaccredito dei nomi.

Tali frequentazioni hanno contribuito fattivamente alla nascita ed al consolidamento di legami di amicizia con alcuni vertici dell’esercito operanti nell’ambito dello SMD utilizzando come avviene in questi casi, il passpartout, ovvero la rivendicazione dell’appartenenza ad una nota loggia di Londra di Rito Scozzese.

Apollo infatti, era solito frequentare la grande hall del St. Regis, l’ex- Grand Hotel di via Vittorio Emanuele Orlando, dove “casualmente” è solito ricevere un discepolo del conte Gelli, (Link).

Chi ha avuto modo di assistere a questi incontri, sostiene che tra gli amici “fraterni” ci siano generalissimi di spessore della Difesa, si tessano trame e si scrivano copioni finalizzati a screditare potenziali candidati non graditi in quanto non appartenenti alle organizzazioni massoniche – spesso deviate – ed alle connesse sovrastrutture governative che puntano a determinati accordi industriali ed alla relativa ripartizione dei conseguenti benefit, il tutto a scapito dell’economia nazionale e della sicurezza interna.

Dunque se gli uomini passano ma le idee restano, possiamo dire che la dipartita di Gelli sia il contributo più vero a sostegno di quanto sia vero tale detto. (Link)

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