Noam Chomsky: le dieci regole utilizzate per il controllo sociale

Vi siete mai chiesti come gli establishment aristocratico-industriali cercano di preservare il loro potere utilizzando i media, la stampa, il broadcasting, e la politica?

Il controllo sociale trae profonde radici storiche: fin dai tempi del medioevo i sovrani ed i Papi hanno utilizzato una determinata narrativa e compiuto determinate azioni volte a preservare il potere acquisito e le ricchezze accumulate.

Oggi, in un contesto multipolare, le classiche figure monarchico-imperiali opportunamente sostituite dalle democrazie, tendono ancora ad esistere. Come?

Basta creare lacci e lacciuoli per incastrare uno stato nei gangli dei trattati internazionali, europei e dei potenti gruppi industriali e finanziari, ciascuno dei quali ha precisi interessi economici nel controllare determinate popolazioni, stati, governi. Dalla necessità di attingere ad un mercato del lavoro a bassissimo costo, affamato e sempre reattivo, all’esigenza di creare un mercato di consumatori inerti, con poche pretese e pochi diritti da reclamare, visto che questi comportano tempo e denaro.

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Secondo la teoria dominante, il popolo non deve disporre di una vita tranquilla ed agiata, perchè queste condizioni favorirebbero il miglioramento delle condizioni di vita e la scalata sociale.

La classe media è stata volutamente distrutta perchè secondo gli analisti stava diventando troppo istruita, accedendo ad informazioni privilegiate e rappresentando una potenziale minaccia per il mondo dei “decisori”, dei “detentori di potere” ovvero delle aristocrazie globaliste.

I cinesi lo sanno bene, infatti da poco tempo è stata abolita la legge che prevedeva il figlio unico. Direte voi cosa c’entra questo con il controllo sociale?

C’entra… eccome! In sole due generazioni, il boom economico vissuto dalla cina ha portato un arricchimento generale del ceto medio-alto della popolazione. I genitori, che hanno prodotto ricchezza per due nell’arco della vita, al loro venir meno lasciano tutte ricchezza al figlio unico, così come farà quest’ultimo con la sua consorte nei confronti del rispettivo figlio o figlia che sia.

Questo sistema ha portato enormi concentrazioni di denaro su singoli soggetti, che proprio grazie a queste disponibilità hanno la possibilità di divenire istruti e reclamare diritti, opzioni considerate una vera e propria minaccia per la sicurezza nazionale secondo il Partito Comunista Cinese.

Dunque come ovviare a tale problema? Aumentando il numero dei figli, in modo che automaticamente le ricchezze saranno divise e quindi inferiori. A dirla tutta il Partito Comunista Cinese ha anche stabilito il limite massimo di patrimonio accumulabile da soggetti del ceto medio-alto, predisponendo sequestri mirati delle somme eccedenti le ricchezze previste dalla legge. Un provvedimento semplice, in un Paese dove la pena di morte viene ancora eseguita negli stadi, con tanto di pubblico e festeggiamenti, come se fosse uno sport nazionale.

Ma questo non è il solo strumento utilizzato dal Governo Cinese: la creazione di una chiesa cristiana parallela (bicefala) consente di tenere sempre sotto controllo la popolazione e prevenire un eventuale indottrinamento che possa andare a minare i sistemi comunisti di controllo sociale. In pratica un cristiano cattolico cinese che entri in una chiesa è convinto di entrare in una cattolica ma in realtà sono strutture parallele del governo dove i preti sono agenti del governo. Anche se esteriormente non manifestano alcuna differenza.

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Altro strumento utilizzato è il controllo totale dei mezzi d’informazione e della stampa, nonchè mediante un largo utilizzo della censura web.

Di trucchi comunisti cinesi ce ne sono molti altri, tuttavia già grazie a questi pochi esempi riusciamo a trovare delle analogie con il sistema europeo, come la distruzione della classe media, la censura del web, il controllo delle reti televisive mediante contratti giornalistici, il monopolio della rubrica informativa mediante il controlo delle agenzie di stampa (tutti i giornali e telegiornali pubblicano le stesse notizie ma con angolazioni diverse a seconda degli interessi da tutelare).

Dunque, tali molteplici punti in comune tra Cina ed Europa ci aiutano a capire anche perchè gli Euroburocrati hanno scelto di trascinare l’Unione verso un modello molto simile a quello Comunista Cinese, cercando di dar vita ad un vero e proprio Comunismo Europeo.

Infatti le analogie tra i due modelli proseguono nel campo industriale, dello sfruttamento della manodopera a basso costo, nel creare molteplici reti di interdipendenza tra gli Stati al fine di imbavagliare la politica e la democrazia perchè messa su binari di parametri produttivi, di performance finanziarie, di costo del lavoro, diritti della classe operaia.

Il popolo italiano, che vanta tradizioni alimentari mediterranee antiche, così come per gli altri beni di consumo,  è sempre stato poco incline al consumo di alimenti e prodotti cinesi, canadesi, americani etc. semplicemente perchè a parità di prezzo, sono e restano di qualità nettamente inferiore. Quindi come fare per interconnettere il Paese e legarlo in modo indissolubile al carrozzone della globalizzazione? Ci ha pensato Mario Monti, distruggendo la domanda interna di consumo italiana. Come lui stesso afferma senza vergogna alcuna in questo video – link –

In quest’altro video invece Mario Draghi – prossimo presidente del consiglio italiano – afferma che con l’euro è stata distrutta la flessibilità economica per il rilancio della classe media – link –

In queste poche righe vi abbiamo descritto soltano poche delle ragioni che hanno indotto Donald Trump a scegliere di combattere questa nuova forma di comunismo mondiale che fino ad oggi ci ha portato ad un 3% della popolazione detentrice del 99% della ricchezza mondiale.

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Ma ritorniamo a Noam Chomsky ed alle regole da lui individuate ed utilizzate dagli establishment per preservare la loro posizione di predominio sul popolo:

1. La strategia della distrazione

L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élite politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali.

2. Creare problemi e poi offrire le soluzioni

Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3. La strategia della gradualità

Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. È in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni 80 e 90 e proseguono oggi all’ombra dell’aguzzino europeo: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4. La strategia del differire

Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. È più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5. Rivolgersi al pubblico come ai bambini

La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno.

6. Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione

Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti…

7. Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità

Far sì che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8. Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità

Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…

9. Rafforzare l’auto-colpevolezza

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10. Conoscere agli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano

Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

#geopoliticalmind

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